Il piccolo portale, recante nella chiave di volta un bassorilievo a forma di puttino alato che si dice proveniente dallo scomparso paese di Gemussi, secondo le testimonianze raccolte, sarebbe stato edificato con l’utilizzo di elementi decorativi appartenuti alla vecchia piccola parrocchiale di Simala, di origine medievale, ampliata alla fine del '600.
Ai lati del portale, che immette attraverso una loggetta ad uno spazio pubblico su cui si affacciano diverse proprietà, sono presenti strutture rotondeggianti in pietra che fungevano da cardine per il portone non più presente.
In fondo al vicolo si intravede un secondo portale archivoltato con stipiti, capitelli e arco in pietra mentre, a destra, vi è l’accesso ad un vecchio pagliaio chiuso da un antico originale piccolo portone in doghe di legno contrassegnato dalla sigla DDT. Questa scritta è il ricordo della grande battaglia avviata nel 1946 con il più conosciuto insetticida moderno contro la zanzara anofele veicolo abituale di trasmissione della malaria che in Sardegna ha mietuto molte vittime.
Il committente del portale con l’angioletto fu un carabiniere nativo di Fonni che, dopo il matrimonio, si stabilì a Simala dove aprì uno spaccio e una piccola locanda corredata da un posto-sosta per i cavalli. L’ingresso al piccolo alberghetto era sulla Via Roma, un tempo Via Progresso, e la sua costruzione è anteriore al 1890. Il portale ha linee essenziali ed è chiuso da un portone in doghe di legno risalente a quel periodo.
